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Tutto comincia a Bologna nei primi gelidi mesi del 1991...

Quando Roberto Coppola (batteria) e Max Ceschi (basso) decidono di formare una cover band insieme ad un chitarrista (di nome Stefano) per suonare in feste e locali. Anzi, è già fissato a brevissimo il debutto alla festa di carnevale nella casa di campagna di una collega di Max. Servono un tastierista e magari un cantante e Stefano si ricorda di me (Andrea Stagni tastiere, chitarra e voce) perché avevamo suonato insieme per qualche tempo rock e blues in un'altra formazione.
Avevo appena compiuto vent'anni e stavo finendo il servizio militare, alle prime prove credo addirittura di essermi presentato armato durante qualche libera uscita (l'ultima destinazione era molto vicino a casa).
Mi sono congedato sotto una nevicata copiosa appena qualche giorno prima del debutto.
In quel febbraio 1991, infatti, di neve ne è scesa tanta da bloccare addirittura Stefano  in un'altra città dove era andato per lavoro.
Suonare lo stesso senza di lui o cancellare la data?
Si opta per suonare comunque e il concerto va bene. Da quel momento abbiamo deciso non solo di rimanere un trio ma anche di scrivere materiale originale.
Venivamo da background musicali diversi ma i nostri gusti convergevano su alcuni gruppi, ad esempio gli Yes. Io bene o male ho sempre scritto musica, ci sembrò naturale provare a fare qualcosa di nostro.


Il nome e i primi demo

Scrivendo e provando arrivano la primavera e poi l'estate, il 21 giugno 1991 è previsto il primo storico "Scandellara rock festival", manifestazione creata soprattutto per fare esibire le band che ruotano attorno alla sala prove di via Scandellara, a Bologna. Noi siamo gli ultimi arrivati e saremo i primi a suonare, e Gianluca "Pecos" Grazioli (direttore di Scandellara) ci pone la domanda cruciale: "come si chiama la vostra band che devo stampare i manifesti?" Colto alla sprovvista  rispondo scherzando: "Zabov!"  più che altro per prendere il tempo necessario a trovare un nome vero.
Pecos invece mi prese sul serio... "Zabov" fu perciò stampato sui manifesti e ci rimase appiccicato. Visto poi che il concerto era andato molto bene pensammo che forse portava pure fortuna.

Il resto dell'anno scorre tra qualche concerto e la stesura di un certo numero di canzoni perciò nel gennaio 1992 decidemmo che fosse ora di registrare il nostro primo demotape. Le sale prove Scandellara si erano appena dotate di uno studio con un 8 piste su bobina da un quarto di pollice e noi eravamo pronti ad inaugurarlo.  In tre giorni il demo viene registrato e mixato. Proseguendo la tradizione goliardica decidiamo di chiamarlo "Zabotape '92 - it was just an egg". Il demo, contenente cinque brani, comincia a girare e noi suoniamo in giro ogni volta che si presenta un'occasione.

Il 1992 è comunque un anno prolifico e fondamentale per la ricerca di uno stile.
La formazione presentava fondamentalmente due facce perché io mi alternavo tra tastiere e chitarra, e le atmosfere che scaturivano da questa duplice attitudine erano piuttosto diverse tra loro: brani come Baby Doll o States of Confusion sono appunto esempi di questo approccio a due vie, e non è un caso che entrambe siano state incluse nel secondo demotape "Zabocolors" registrato nel dicembre 1992, sempre allo studio Scandellara.


L'amicizia con i Deus ex Machina, la sala prove nostra e il 4 piste

Suonare due volte in settimana dovendo montare/smontare ogni volta l'attrezzatura non è un incubo ma ci si avvicina. Presto si sente l'esigenza di avere una sala prove nostra. Insieme ai Deus ex Machina (notissima band progressive bolognese) ne allestimmo perciò una in un fabbricato adiacente a casa mia per provare in tranquillità e senza limiti di orario.

Questa amicizia con i Deus è stata estremamente formativa ed importante, è il 2 aprile 1993 quando agli Zabov viene data l'opportunità di aprire proprio il loro concerto in un pienissimo teatro Tivoli a Bologna. Evento a cui seguono ottime recensioni sulle fanzines specializzate.

Il fatto di avere un proprio spazio è poi comodo perché consente di sperimentare e catturare (con l'aiuto di un registratore 4 piste a cassette) tutto il materiale che si vuole. Nel novembre del 1993 abbiamo così incisi 14 brani. Più che per farne un demo vero e proprio l'intento era quello di fissare su nastro il materiale nuovo ed avere una sorta di preproduzione in previsione di incisioni più serie e definitive. Questo prodotto venne comunque condensato in un ulteriore democassetta che con uno sforzo di fantasia chiamammo "4 tracks".
E' interessante soprattutto perché contiene anche materiale che successivamente non è mai stato più proposto o registrato.

In quel periodo l'impossibilità di avere contemporaneamente chitarra e tastiere di tanto in tanto ci spingeva verso la ricerca di un ulteriore componente.
Dopo alcuni provini venne reclutato alla chitarra Eddie Ricciardello (fratello di Luigi, tastierista dei Deus), che restò in formazione per qualche mese tra il 1993 ed il 1994  partecipando, tra l'altro, ad una lungo special (con tanto di esibizione unplugged) su Radio Imola nell'aprile del 1994 ed al successivo concerto a Castel San Pietro (Bo).
Ma la tradizione della formazione a 3 era ancora troppo radicata ed a quella ritornammo dopo qualche tempo.


1995: Il primo disco

Grazie all'interessamento, tra gli altri, di Raoul Caprio (Kaliphonia) e di Alberto Piras alla band fu data la possibilità di registrare un LP all'inizio della primavera del 1995.
Uno studio mobile basato sull'allora rivoluzionaria tecnologia  ADAT (24 piste in digitale) fu allestito per registrare dieci canzoni.
Il disco fu registrato con l'aiuto di Alberto Piras (dei Deus) mentre Francesca Vitone e Stefania Bianchi si prestarono per alcuni cori. Anche Luca Gamberini suonò la chitarra come ospite in un paio di brani.
Il CD però non fu pubblicato, anche perché nonostante la buona qualità complessiva della registrazione soffriva la mancanza di qualche rifinitura, circostanza questa dovuta sostanzialmente all'inesperienza.
Piccole carenze forse, ma sufficienti ad impedire che presentassimo con convinzione questo lavoro ad etichette ed editori.


1996 - 1999 Cambi di formazione e non

A registrazione avvenuta Luca Gamberini viene integrato nel gruppo, ma poco dopo Max abbandona. Gli subentra Stefano "Pera" Peresson e il suono diventa un po' più duro.
Viene scritto nuovo materiale e questa formazione  debutta allo Scandellara Rock Festival nel luglio 1998, situazione piuttosto divertente ed eclettica con me e Pera (entrambi polistrumentisti) che ci scambiamo gli strumenti sul palco.

Nel settembre 1998 io mi trasferisco a Milano e l'attività del gruppo si riduce per forza di cose ad una prova al sabato pomeriggio, e non tutti i weekend. C'è questa circostanza alla base del rientro di Max al basso, il quale potendo lavorare in maniera più rilassata torna a far parte dell'organico al posto di Pera.

Gli Zabov si trovano così in una situazione logistica poco favorevole alle prove ma con una notevole quantità di materiale pronto per essere registrato e, si spera, pubblicato.
Decidiamo di lavorare senza fretta o pressioni.


2000 - 2007 il secondo disco

Ad un certo punto dell'anno 2000 viene fissata una sessione di un paio di giorni per registrare le tracce di batteria dei nuovi brani presso l'ormai familiare studio Scandellara. Al resto degli strumenti si penserà in un secondo tempo.
Seguono alcuni mesi di stand-by, ma il rapido sviluppo in quegli anni della tecnologia di registrazione su hard disk farà sì che nel giro di qualche mese sia Luca a Bologna che io a Milano ci dotiamo del software e dell'hardware necessari per registrare in autonomia le nostre parti.
Sulla carta sembra una soluzione ottimale, invece i lavori semplicemente languono, specie nell'area bolognese.

Verso la fine del 2002 la situazione logistica cambia ancora: io rientro da Milano e la band incontra Francesco Grandi, che viene inserito come voce principale. Francesco impiega qualche mese per studiare il materiale da incidere e viene fatta una prima registrazione "casalinga" delle voci per il disco.
Niente da fare, per riprendere bene  le voci ci vuole qualcosa di più simile ad uno studio vero.

Siamo già nel 2005 quando io decido di allestire il mio project studio (studiocarossa), e il primo lavoro in lista è proprio la registrazione della voce di Francesco.

C'è voluto poi un ulteriore sforzo per finire le parti di chitarra e basso che ancora completare, ma verso la fine del 2006 il cd si poteva considerare pronto per il mixaggio, nel frattempo si erano intensificati i contatti con un'etichetta italiana molto interessata a pubblicarlo. 

E' qui che le cose però si complicano. Infatti nonostante l'accordo raggiunto con l'etichetta il cd non è mai stato pubblicato a causa di visioni contrastanti all'interno della band.

Non potendo fare altro che prendere atto di questa situazione decisi dunque di remixare personalmente tutto il materiale non solo del secondo album, ma anche del primo operando quelle piccole rifiniture che mancavano nella versione del 1995. Ne ho stampate alcune copie che ho fatto avere ad amici sparsi qua e là per il mondo.



E oggi ...?

E veniamo ai nostri giorni... (siamo ad agosto 2012) avevo praticamente dimenticato che ci fosse questo sito online, l'ho aperto quasi per caso e ho letto che l'ultimo aggiornamento datato 2006  prometteva a breve la pubblicazione del nostro primo cd.

A quel punto avevo due scelte: chiudere questo spazio oppure farne una piccola vetrina.
Ho preferito la seconda opzione sperando di far cosa gradita a chiunque passi di qua più o meno per caso.


Andrea



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